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Acqua, forziere delle nostre genti

di Giuseppe Saluppo

La vicenda della proposta di legge di costituzione dell’Egam è paradossale. Si sta andando avanti, in Consiglio regionale, tra votazioni su oltre 100 emendamenti che sembrano ricalcare la vecchia schedina del Totocalcio. Una volta esce l’1, vince la maggioranza, una volta la X e un’altra il 2, ovvero vince l’opposizione. E la proposta di legge conosce l’effetto spezzatino. Non sarebbe stato più utile tornare in Commissione e cercare di elaborare un testo organico e condiviso? Tutto questo, mentre l’acqua molisana continua a correre ed essere prelevata, a costi irrisori, da Campania, Puglia e Abruzzo. Acqua che viene fuori dalle nostre sorgenti rese floride dalle abbondanti nevicate. Solo che, i molisani, per potersi riscaldare pagano le accise più alte d’Italia. Per, poi, dare l’acqua agli altri per solidarietà senza avere nulla in cambio.  Ed, ora, pensiamo bene di far gestire le nostre risorse a qualche multinazionale che già vi ha messo addosso gli occhi. Ma la politica ha gli occhi foderati di prosciutto e non vede? Non dovrebbe avere uno scatto d’orgoglio e puntare i piedi, proprio, sul mantenimento dell’unica risorsa naturale che il Molise ha? Domanda: una regione che sta lentamente morendo si può permettere tanta scempiaggine politica? L’acqua è patrimonio della nostra gente. Di quella che continua a vivere abbarbicata su questi monti ed è custode di questo forziere. Saltando il quale, sarà possibile registrare solo la desertificazione del territorio.

Di Giuseppe Saluppo

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