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Acem: “Lottizzazione San Giovannello, perchè no”

Appena qualche anno fa l’avversione ai piani di lottizzazione teneva banco sugli scranni di Palazzo S. Giorgio. Oggi a distanza di qualche tempo l’Amministrazione del capoluogo di Regione si appresta a sottoporre al Consiglio un Programma Integrato di Intervento riguardante l’Area a valle e a monte di Via Altobello e Via S. Giovanni in Golfo, che presenta molti lati oscuri dando adito a varie perplessità normative e procedurali.  In primo luogo è già stato firmato un accordo di programma con soggetti privati, laddove la normativa (art. 34 d lgs 267/2000) prevede che tale strumento possa essere concluso solo tra amministrazioni pubbliche, in secondo luogo non tiene conto dell’obbligo di evidenza pubblica per le opere di plusvalenza (palestra, alloggi, completamento strada comunale) previsto dal nuovo codice degli appalti, indi viene previsto l’obbligo a carico dei privati proponenti/soggetto attuatore, di cedere un’area per la realizzazione di un polo scolastico e di coordinarsi con la tempistica di un concorso di idee in materia di scuole, che l’ACEM stessa ha già segnalato all’Anticorruzione per forti dubbi di legittimità.  “Premesso che non siamo contrari alle lottizzazioni – spiega il Presidente dell’ACEM Corrado Di Niro – in quanto creano sicuramente economia e ricchezza e tantomeno al tema della sicurezza nelle scuole di primaria importanza, ciononostante vi sono molti aspetti poco chiari su questo programma e vari profili di dubbia legittimità”.  “E poi – conclude Di Niro – perché fu respinta appena tre anni fa un’altra proposta di lottizzazione in cui il Comune avrebbe ottenuto un edificio scolastico a poca distanza dall’area in questione in cambio di una variante in maniera totalmente gratuita? Perché oggi si viene a sapere che sarà sottoposto al Consiglio comunale un accordo, tra l’altro decaduto non essendo stato ratificato in trenta giorni, che prevede la cessione di un terreno per la realizzazione di una scuola, dando già per scontato un concorso di idee all’attenzione dell’ANAC? Se però le cose stanno così, siamo più favorevoli alla riqualificazione ove possibile dell’esistente, conformemente alla politica portata avanti in questi anni dalla nostra Associazione nazionale ANIEM”.

Di Giuseppe Saluppo

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