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Accidiosi e invidiosi sulla paternità del Parco del Matese

di Giuseppe Saluppo

Anche se c’è stato qualche maldestro, astioso, invidioso tentativo politico di deviare il brillante e lodevole risultato ottenuto dal senatore Roberto Ruta, supportato dal collega Ulisse Di Giacomo in Senato, che ha portato all’approvazione del Parco del Matese ora si può pensare, seriamente, a rilanciare quest’area. Un’area che rischiava di essere preda di pale eoliche e di biomasse, colpita da spopolamento e abbandono oggi può pensare di costruire un nuovo percorso verso il futuro. Una fonte unica di ricchezza, un patrimonio storico, culturale e naturalistico da preservare e di cui beneficiare. È innegabile che il valore dei parchi sia importante per il benessere della popolazione e tutti devono sentire l’impegno nel salvaguardarli. Tutelare la biodiversità animale e vegetale, creare economia nelle zone limitrofe alle aree protette, fungere da volano per il turismo ecosostenibile e mettere in atto azioni di comunicazione ed educazione ambientale sono le principali funzioni che questo sistema dovrà iniziare a progettare. Del resto, i parchi fin dalla loro istituzione hanno assunto un ruolo di volano economico delle zone da essi controllati. La difesa della biodiversità non è intesa con assenza d’attività economica, ma come risorsa per creare e ampliare le economie locali che seguono i princìpi dei parchi. Quest’alleanza giova sia al parco sia alle istituzioni e agli imprenditori che con il parco decidono di seguire il cammino dell’ecosostenibilità. Pensiamo alla zootecnia e ai prodotti di trasformazione,  ai funghi, ai tartufi che potranno fregiarsi del marchio del Parco. Così, anche, la conservazione e la valorizzazione di importanti siti di carattere storico culturale che nei parchi risiedono. E, allora, che si ritrovi vita in questi territori, che tornino a fare economia, che si ridestino sopite glorie. Perchè il Molise possa essere attrattivo e di qualità.

Di Giuseppe Saluppo

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