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Abruzzo e Molise si spartiscono le risorse idriche del Trigno

Acqua a metà. Con l’Abruzzo. L‘acqua del Trigno raccolta nella diga di Ponte Chiauci, e quella che scorre a valle. Per mettere nero su bianco, è stato predisposto un protocollo d’intesa tra i governi regionali del Molise e dell’Abruzzo. Oggetto: “Realizzazione e gestione delle opere connesse alla utilizzazione  delle acque del Fiume Trigno”.  Se non è  la prima collaborazione istituzionale tra le due Regioni, certamente è una importante occasione per sperimentarla. Per trovare punti d’incontro, una mediazione tra ciò che sotto il profilo idrico occorre al Molise, e ciò che occorre all’Abruzzo avendo in comune per lunghi tratti le sponde opposte del fiume. Insieme le due Regioni, nel 2008, obbligate dalla legge obiettivo, si sono trovate d’accordo sul programma delle infrastrutture strategiche della diga di Ponte Chiauci per renderla finita. A distanza di 8 anni (a significare  quali sono i tempi biblici della pubblica amministrazione), per ottenere i finanziamenti necessari al completamento,  e per assicurare l’ottimizzazione delle infrastrutture strategiche, s’è necessaria ed urgente l’adozione di un nuovo protocollo d’intesa per disciplinare in maniera chiara e trasparente la ripartizione dell’uso delle acque a valle della diga. Il protocollo, di cui abbiamo fatto cenno, riguarda appunto questa necessità. La necessità, cioè, di tutelare la risorsa idrica nella sua totalità; la salvaguardia e la riqualificazione ambientale della parte del territorio molisano letteralmente stravolto dalle mastodontiche opere idriche mediante le condizioni di sicurezza idraulica; la individuazione delle opere necessarie al completamento dell’invaso per arrivare al collaudo finale; la valutazione del bilancio idrico ed idrogeologico; la verifica e la valutazione del minimo deflusso vitale del fiume Trigno; la valutazione delle portate idriche derivate dall’invaso e la correlazione con il Dmv ai fini della produzione di energia idroelettrica; la revisione degli utilizzi integrati per ottimizzare il deflusso dell’acqua ad usi vari. Ogni parte di questa proposta organizzativa e gestionale avrà bisogno di specifici programmi tecnici, operativi e temporali da parte del Comitato appositamente previsto all’interno dell’intesa, destinati (i programmi) a stabilire le quote di ripartizione della portata idrica; la gestione delle opere che riguardano specificatamente la loro utilizzazione una volta messi a regime; la misurazione periodica delle portate idriche e la organizzazione delle attività di utilizzazione, e le garanzie sulle modifiche e la revisione  degli impegni assunti dalla parte molisana e da quella abruzzese. Un ulteriore comitato, detto di coordinamento, si occuperà di questo. Gli aspetti tecnici e formali sono scritti, resta aperta invece la interlocuzione diretta tra i vertici e le strutture delle due Regioni. Ed è su questo fronte che l’iniziativa istituzionale adottata presenta i suoi punti deboli. Ossia la riduzione ad un unicum, a un Comitato, ad un ristretto gruppo di persone, la responsabilità e il potere di disporre di una ingente risorsa idrica, sottraendola al controllo pubblico, al controllo dei cittadini della vallata del Trigno che sono i guardiani e i testimoni del Fiume e della sua acqua, sia dalla sponda molisana che da quella abruzzese. A volte, purtroppo, gli accordi di vertice rispondono agli interessi politici e amministrativi di chi li rappresenta e sfuggono, di fatto, alla conoscenza e al controllo pubblico. Potrebbe essere il caso delle acque del Trigno che in diverse occasioni hanno già visto gli interessi molisani soccombere a quelli abruzzesi, giustappunto sulla scorta di accordi ed intese raggiunti dai vertici regionali e non dalle rappresentanze locali. Il Pierino di turno, per confutare l’assenza di un controllo pubblico sul futuro uso e della ripartizione delle acque del Trigno, obietterà che il protocollo d’intesa di cui abbiamo detto all’inizio andrà anche all’Autorità di bacino nazionale dei fiumi Liri- Garigliano e Volturno, al Servizio difesa del suolo, demanio, opere idrauliche e marittime – idrico integrato del IV dipartimento “Governo del territorio, mobilità e risorse naturali” della giunta regionale, al Consorzio di bonifica Sud-Vasto e al Comune di Chiauci. Sì, ma solo per notifica. Una semplice formalità.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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