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“A rischio l’area del centro a Campobasso”

“Mentre facciamo un  plauso alle forze dell’ordine per l’immediato intervento auspichiamo che la situazione possa essere monitorata anche con l’attivazione al più  presto delle telecamere già predisposte nelle zone nevralgiche della città”. Scrive, così, il presidente dell’Associazione pubblici esercizi di Campobasso, Paolo Santangelo, dopo la rapina ai danni del titolare di un bar in pieno centro nel capoluogo. L’associazione rilancia la necessità di velocizzare l’iter per le telecamere di videosorveglianza e di un maggiore controllo delle aree del centro che rischiano di diventare pericolose. L’Apem e FedeComTur, esprime solidarietà per l’evento increscioso avvenuto la mattina presto, dopo una giornata di lavoro nei confronti del proprietario di un’attività di bar in pieno centro di Campobasso.  “Si parla tanto di sicurezza ed immigrazione – scrive l’associazione – ed non e più concepibile ad oggi sentire  giornalmente episodi di questo genere, adesso anche nella nostra città, che fino a qualche anno fà era, almeno nel campo sicurezza una realtà, quasi priva di questi episodi.  Indubbiamente non bisogna fare di tutta un erba un fascio- sottolinea Santangelo – ma non sarà un caso che da qualche tempo si sentono , tra le cronache locali episodi legati a risse, furti ed aggressioni, con coinvolgimenti di varie etnie, a tal proposito ci chiediamo come possa un immigrato con richiesta di asilo politico, ospite di un centro di accoglienza, circolare tutta la notte indisturbato, non conosco le procedure esatte, ma credo che debbano firmare e giustificare eventualmente se alloggiano altrove”.

 

Di admin

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Un Commento

  1. Carlotta Scognamiglio

    Fosse per me, metterei telecamere e presidi di forze dell’ordine in ogni singolo quartiere della città, e di qualunque città.
    Trovo tuttavia mediocre e deludente che si parli e si inneggi alla legalità solo quando ad essere colpito sia un membro dell’associazione di cui si è parte. Poi, se in via Ferrari è stato accoltellato qualcuno, ma quel qualcuno non era membro di tale associazione, si tace miseramente.
    Non è così che funziona, signori! L’indignazione per gli atti di delinquenza o c’è, e allora c’è per QUALUNQUE atto, o non c’è. Le balle stanno in poco posto, come si dice al Nord Italia.
    Fare discorsi corporativisti non ha mai aiutato a far crescere la società.
    Si badi piuttosto a tutto lo scempio che accade in villa Musenga, che fino all’altro ieri era un’oasi di pace, alle continue infrazioni che avvengono in prossimità dei bar, pub e bracerie che ormai pullulano in numero indiscriminato in città: si guardi a quanto di brutto avviene intorno a molti di essi. L’atto delinquenziale o è tale o non lo è. Se è tale, allora l’indignazione e la presa di posizione devono essere sempre presenti. Punto.

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