Home / Campobasso / A proposito di scandali della Pubblica amministrazione. Dei fondi per l’area di crisi complessa non è stato speso nemmeno un euro e TUTTI tacciono!

A proposito di scandali della Pubblica amministrazione. Dei fondi per l’area di crisi complessa non è stato speso nemmeno un euro e TUTTI tacciono!

Uno sguardo al passato. Non molto lontano. Anzi prossimo, diciamo al 7 agosto 2015, tempo in cui, con decreto del ministro dello sviluppo economico, in base all’articolo 27 della legge 134 del 7 agosto 2012, al Molise è stata riconosciuta l’area di crisi industriale complessa che include  le complicazioni gestionali e produttive e occupazionali del Gruppo Ittiere, e dell’indotto locale dell’industria della moda; della Gam SpA, e dell’indotto dell’industria agroalimentare, e delle imprese operanti nel settore metalmeccanico/auto motive della zona del nucleo industriale di Isernia – Venafro. Ebbene, per valorizzare le specificità dell’Accordo tra il ministero dello Sviluppo economico e la Regione rivolto appunto alla ripresa economica e produttiva di quell’area, con interventi di sostegno alle attività imprenditoriali mediante l’individuazione e l’attivazione di strumenti di incentivazione alle imprese e interventi di politiche attive del lavoro, la Regione ha provveduto alla nomina di due specifici gruppi di lavoro: un gruppo per gli interventi di sostegno alle attività imprenditoriali composto da Massimo Pillarella (factotum in assoluto oltre che capo dipartimento), con funzione di coordinamento, e dal dirigente regionale Gaspare Tocci e da Renato D’Alessandro di Sviluppo Italia Molise spa; l’altro, per gli interventi di politiche attive del lavoro, composto dal dirigente  regionale Claudio Iocca, con funzione di coordinamento, da un rappresentante dell’Inps, da un rappresentante di Italia Lavoro, da un rappresentante dei Centri per l’impiego: il solito accrocco di persone e personaggi che dalle crisi di altri traggono vantaggi soprattutto per loro e per le loro carriere. L’area di crisi complessa del Molise, come accennato, corrisponde ai  comuni soci del Consorzio per lo sviluppo industriale Isernia – Venafro; ai comuni soci e/o appartenenti al comprensorio del Consorzio per lo sviluppo industriale Campobasso – Boiano;  ai comuni dove erano e sono presenti aziende dell’indotto avicolo, tessile, metalmeccanico in aree artigianali/industriali infrastrutturate. Detto questo, va detto che almeno un gruppo, quello di Pillarella e Tocci, il proprio compito lo ha svolto fornendo una fattiva collaborazione al gruppo di coordinamento e controllo composto da un rappresentante del ministero dello Sviluppo economico , da un rappresentante della presidenza del Consiglio dei ministri, da un rappresentante del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, da un rappresentante del ministero delle Infrastrutture e Trasporti e da un rappresentante della Regione Molise, sostanzialmente alla Società Invitalia che gestisce buona parte delle risorse finanziarie stanziate per il Molise, mentre un’altra buona parte del bottino lo gestisce la Regione Molise. L’Accordo tra il ministero dello Sviluppo economico e la Regione, cui abbiamo fatto cenno prima, con il lavoro dei gruppi di lavoro è stato definito e reso operante da circa due anni. Siamo sull’ordine di centinaia di milioni di euro in virtù dei quali, se fossero utilmente investiti, potrebbero generare la ripresa di quell’area di crisi e delle decine e decine d’aziende del settore tessile, agroalimentare, metalmeccanico/auto motive in quell’area collocate. Ma a quanto pare, per avviare i meccanismi della riprogrammazione e  gli interventi, il tempo necessario non basta mai. Difatti, di quelle centinaia di milioni di euro, come trasparentemente si legge  in uno dei capitoli della relazione al programma stilato dal presidente Donato Toma, finora non è stato speso nemmeno un euro. Pertanto, se al termine SCANDALO, per avallarlo nella sua valenza biblica, sarebbe necessario un riferimento, crediamo che il “ nessun euro speso “ dal ministero dello Sviluppo economico e dalla regione Molise, sia il più calzante. Invitalia, infatti non sta dando segni di vita, e la Regione Molise che, prima con Frattura ed ora con Toma, ha messo nelle mani dell’ingegnere Mariolga Mogavero, quale autorità di gestione del Programma operativo regionale  (Por) in aggiunta alla responsabilità del Primo dipartimento, capo di gabinetto della presidenza e segretario della giunta, il proprio destino, ancora non si rende conto di essere caduta dalla padella alla brace. L’altra faccia dello SCANDALO, per obiettività, diciamolo, annovera, colpevoli di inedia e di disinteresse, di complice silenzio e di passiva accettazione del fato, il nuovo governo regionale, le forze sindacali, i titolari delle aziende in crisi e i lavoratori senza più lavoro e senza più la Cassa integrazione.  Ma perché tacciono?

Dardo

Di Dardo

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