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A Palazzo san Giorgio parlano solo i consiglieri del Movimento 5 Stelle e Francesco Pilone

Aumenta il distacco tra l’amministrazione comunale e la comunità cittadina. I consigli comunali, sempre più radi e sempre più parolai, privi cioè di argomenti concreti (investimenti, progetti, opere pubbliche) e densi di interrogazioni, interpellanze e mozioni, passano inosservati, non attraggono attenzione e men che mai partecipazione. La minoranza è diventata ormai un monologo dei consiglieri del Movimento 5 Stelle  e, di tanto in tanto, del consigliere di centrodestra Francesco Pilone che la cronaca spicciola annuncia come il prossimo candidato alla poltrona di sindaco da vedersela con il consigliere pentastellato Gravina. Al di fuori di questi referenti politici e dialettici regna il deserto, reso tale (arido e insopportabile per il mancato mantenimento della pluralità ’espressione) dalla ritirata (strategica?) del consigliere dell’Udc Michele Ambrosio che per lunga pezza ha tenuto il vessillo della contestazione intelligente, provocatoria, sollecitoria, all’interno della maggioranza. Verosimilmente ha gettato la spugna, come fanno i pugili quando sanno di non avere più energia né voglia di combattere. L’assenza (fisica) al dibattito consiliare da parte di Ambrosio ha trasferito ai 5 Stelle parte della sua arguzia politica e questi ne fanno ormai uso a piene mani nel tentativo di scuotere la maggioranza, ma con scarso successo. Vederli impegnati nel formulare interrogazioni, interpellanze e mozioni con una tenacia degna di miglior causa, rimane l’unico appiglio alla cronaca amministrativa povera di argomenti, di programmazione, di progetti, d’investimenti. Per ulteriore somma di sfortuna, a tutto ciò s’è aggiunto il disinteresse della pubblica opinione, totalmente estranea alle valutazioni e alle riflessioni di merito sull’operato di chi governa la città. Il cittadino, esausto,  non chiede, non pretende, non cerca, non protesta, avendo ormai assimilato l’evanescenza dell’amministrazione e degli amministratori di Palazzo San Giorgio. Probabilmente si riserva di riconquistare a tempo debito il proprio ruolo di elettore e in quell’occasione farsi valere. Pilone e Gravina già sono in campana. Ma intanto la città continua a degradare verso la dequalificazione urbana (per via del cemento sputato in faccia ai cittadini: lo stabile in costruzione sul ciglio della strada “Porta Napoli”, in prossimità dell’impianto semaforico, privato di un minimo di servizi, finanche del  marciapiede, necessari per essere compatibile con la destinazione urbana del luogo). Continua a degradare fino al punto di vedere  sostituita l’erba delle aiuole col pietrisco (!). In questa realtà, il clima politico e amministrativo di Palazzo San Giorgio è pienamente sintonico e il consiglio comunale previsto in prima convocazione per il 14 giugno (in seconda il 18 dello stesso mese) si conferma l’ennesima dimostrazione di vacuità. Giusto per alleggerire la pesantezza di questa valutazione, peraltro consacrata dalla pochezza delle proposte di deliberazione (la concessione di una servitù prediale, il riconoscimento di debiti fuori bilancio e la riclassificazione di un lotto di terreno privato), nel novero delle interrogazioni estrapoliamo la chiusura della Villa de Capoa in occasione del Corpus Domini e i lavori che non partono della tangenziale Nord da parte dei 5 Stelle; da parte di Pilone, i lavori per l’adeguamento sismico della scuola don Milani a Vazzieri: una fissazione. Le interpellanze sono tutte di matrice pentastellate. La più incisiva, con un minimo di contenuto contestativo nei confronti della maggioranza, è quella che riapre il vecchio capitolo urbanistico relativo  alla gestione della lottizzazione (scandalo? –ndr) detta “Parco dei Pini” e alle opere di urbanizzazione: un chiodo che merita di essere battuto, ma con diverso vigore, con maggiore incisività e con una più dotata documentazione sulle comode interpretazioni finora adottate dall’amministrazione comunale per favorire l’interesse privato a danno dell’interesse pubblico. Anche le mozioni sono tutte di matrice grillina. Ed anche qui s’è resa necessaria una scrematura per individuare gli argomenti che  hanno uno spessore politico e un contenuto amministrativo consistenti. Tra cui i lavori di ripristino funzionale delle strutture che costituiscono la Cittadella dell’Economia a Selva Piana; la convocazione  dell’Assemblea delle autonomie per chiedere il parere della Corte dei conti sull’acquisto della sede per la Sea e l’aggiornamento sulla vergognosa chiusura della Biblioteca “Albino”: tre questioni che davvero contengono il seme dell’inettitudine amministrativa, dell’uso abbastanza disinvolto del denaro pubblico e l’affossamento dei valori culturali e degli strumenti che potrebbero tenerli in vita.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. E’ tutto un grande, desolante, inaccettabile insieme vuoto…

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