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A cuore aperto con i lettori. Giovani e lavoro, lettera aperta al Presidente Toma

Caro Presidente Toma,

L’emigrazione dei giovani italiani all’estero è sicuramente uno dei temi più scottanti, per non parlare dei giovani molisani, che sono, molte volte, costretti a fuggire dal Molise, sia verso altre regioni italiani, sia all’estero. Perché se non c’è crescita non c’è lavoro. E, quello che spaventa maggiormente, è che il Molise è la Regione che presenta il più alto tasso di emigrazione dei giovani. Questo perché non ci può essere un progetto di vita per i giovani che non hanno un’occupazione. E tantomeno per quei ragazzi che le statistiche definiscono i Neet, not in employment, education o training, ovvero quei giovani che non studiano, non lavorano e non hanno speranze, soprattutto speranze. Ed oggigiorno, soprattutto in Molise, non sono pochi. Purtroppo i miei coetanei che vanno via stanno diventando troppi. Per aiutarci a costruire un progetto di vita, bisogna rimettere in moto l’economia; bisogna offrirci delle opportunità, che non siano soltanto fatte di precarietà e contentini. Non è facile, poiché i poteri magici non li ha nessuno, ma è doveroso provarci per non falcidiare una generazione e condannare al declino una regione intera. Purtroppo noi giovani siamo condannati a fare una scelta impossibile: siamo costretti a scegliere se restare senza prospettive di crescita, meritocrazia e senza un futuro migliore oppure andare via per cercare tutto questo, con la speranza di riuscirci,  però lasciando le nostre radici, la nostra terra, la nostra storia. Questa è la scelta che le politiche degli ultimi quindici anni ci hanno costretto a fare. Nonostante che oggi, rispetto alla generazione dei nostri genitori, dunque anche la Sua, possiamo contare su un’Università d’eccellenza, quantomeno tra quelle del centro-sud Italia; ma che a differenza di allora, dove i nostri genitori studiavano fuori e poi tornavano, Noi siamo costretti ad andare via dopo aver studiato, impoverendo, ancor più, il tessuto sociale della nostra regione. Ci formiamo in Molise ma, portiamo le nostre capacità lontano dalla nostra terra, arricchendo altri. Bisogna investire sui giovani e, per farlo, bisogna ridare slancio all’economia, tramite investimenti infrastrutturali, culturali e produttivi, per cercare di attrarre o, invogliare, chi ha voglia di investire. Non bisogna perdere, ulteriormente, tempo, altrimenti il Molise diverrà una terra desolata, degna di un film western. Le sue dichiarazioni e, i suoi primi interventi, caro Presidente, ci fanno ben sperare, però bisogna accelerare, per non far saltare, al Molise, una generazione.

Con stima.

 

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