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A CUORE APERTO COI LETTORI – Campobasso è solo nominalmente il capoluogo del Molise

Riceviamo:

Caro Dardo, le ho scritto una lettera pochi giorni fa denunciando altre forme di degrado della città: sicuramente l’avrà letta. Come ha scritto il sig. Setaro, è tutto appeso ad un filo in questa benedetta Campobasso. Ora, io sto tentando di farmi delle domande, che credo si siano posti tutti coloro i quali hanno una capacità raziocinante: perché avviene tutto ciò da noi, ed in altre città no? Forse perché si è talmente indolenti da fregarsene altamente di tutto ciò che gira intorno? O piuttosto perché non si ha la giusta competenza per gestire le cose? E se fosse perché si è talmente pressappochisti da non ritenere questi dei veri problemi? Ognuno cerchi di rispondere a queste domande. Probabilmente la risposta è la sintesi di tutti i suddetti fattori. E allora bisogna concludere dicendo: che cosa ci sta a fare Campobasso in qualità di capoluogo di regione?

Carlotta Scognamiglio

 

Gentilissima Carlotta,

la sua lettera è complessa, e come tale chiama e pretende una interazione attenta e soprattutto intelligente per non urtare la suscettibilità dei soggetti che della decadenza sociale, culturale, economica e funzionale di Campobasso hanno la maggiore responsabilità, e della dell’opinione pubblica che li elegge e li sorregge. Forti di questa sorta di scudo ( elettorale?), i responsabili della “Campobasso che fu” continuano nella loro azione deleteria e solo in pochi, maledettamente in pochi, si danno il peso di opporsi, di denunciare, di criticare, di reagire, di parlarne. Lei è certamente tra questi, e io mi aggiungo. Siamo in pochi, però,  per sperare di riuscire a frenare la deriva, arginare il peggio e la prevalenza del brutto (e del cretino, per dirla con Fruttero e Lucentini); specie il brutto, che sta opacizzando la città che, a ben leggerla e guardarla, ha delle bellezze e delle preziosità: l’intero centro medioevale, il centro murattiano, la settecentesca Villa De Capoa, sprazzi di Liberty (Villetta Flora, il Palazzo che contiene il Teatro Savoia, le villette del tratto finale di Viale Elena, Villa Colitto), cui si possono aggiungere per nitore stilistico il Palazzo municipale, la Prefettura, il Palazzo della Provincia, la ex Gil di Via Milano, il Palazzo centrale di Piazza della Repubblica, il Palazzo Di Penta.  Elenco estensibile, indubbiamente, seppure  scendendo di tono e di qualità. Ho ritenuto necessaria questa breve premessa per attutire l’impatto delle risposte alle sue domande. Sono talmente puntuali e pertinenti che le avallo, una ad una. La città è appesa a un filo. Finora regge, ma appesantendosi ulteriormente il carico delle sconvenienze, potrebbe spezzarsi. Perché avviene da noi e in altre  città no?  Perché siamo indolenti, da fregarcene altamente di tutto ciò che gira intorno; perché non abbiamo le giuste competenze per gestire come di dovere le cose; perché siamo pressappochisti, al punto da non ritenere i rilievi, le condizioni di degrado e  questa realtà, problemi veri. Diversamente, pretenderemmo che la città fosse  pulita, gestita con accuratezza, imbellita, arricchita di verde e di opere  pubbliche e, possibilmente d’Arte, con strade levigate, marciapiedi praticabili, segnaletica adeguata e misurata, cartellonistica opportunamente collocata, parcheggi bilanciati tra liberi e a pagamento; pretenderemmo Campobasso avesse un Piano regolatore attualizzato e modernamente studiato, una regolamentazione edilizia che facesse rispettare l’estetica e  non desse campo alla speculazione dei volumi e all’anarchia progettuale;  un settore urbanistico culturalmente elevato, vale a dire che disponesse lo sviluppo territoriale secondo canoni ordinati e non anarchici. Pretenderemmo che venisse svelata la causa che ha impedito di dare seguito al concorso d’idee per la sede regionale all’ex campo sportivo Romagnoli, e la Regione Molise abitasse  in una struttura emblematica e non infossata  a ridosso di Via Genova con un accesso viario da terzo mondo. Per la sua dignità e per dignità di noi molisani. Pretenderemmo trasparenza degli atti amministrativi e degli investimenti pubblici che per la maggior parte datano decenni di ritardo (tangenziale Nord, sottopasso di Via Mazzini) o sono stati abbandonati a se stessi (seconda piscina comunale docet). Di fatto, Campobasso è solo nominalmente il capoluogo del Molise.

Dardo

 

 

 

 

Di admin

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Un Commento

  1. Annamaria Tersiani

    Oggi, passando in via San Giovanni, non so quante carte ho raccolto per strada, perché non sopportavo di vederle a terra. Di fronte al parco San Giovanni c’è una pensilina degli autobus sotto cui qualche volenteroso ha posto delle sedie. Sotto un’altra c’è una panchina in legno, sicuramente prelevata da qualche parco. Sembra una città bombardata, non ci si può credere…

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