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A Campobasso una mano e una mente sacrileghe sono all’opera indisturbate. Pietrisco e corteccia di pino per dire addio al verde, al buonsenso, e alla dignità di città

Nel cuore della City, nel cuore del centro murattiano la sola parte urbana di Campobasso con il marchio di qualità progettuale e architettonica che ancora regge alle manomissioni e alla alterazioni delle amministrazioni che l’hanno progressivamente deturpata con pseudo fioriere tombali, coi rattoppi dei marciapiedi in mattonelle con malta cementizia firmata a sfregio “Rospo”, coi cordoli in pietra di Oratino frantumati dalle pale dei trattori sgombraneve e mai ricomposti a regola d’arte, coi paletti dei segnali stradali dismessi e non rimossi, piegati e non rimessi in sesto, coi cassonetti per l’immondizia più immondi del contenuto, con cestini raccoglitori raramente svuotati, con le piazze vendute all’ambulantato, con le cantonate sfregiate da orribili geroglifici passati per graffiti, mancava un tocco di ulteriore dimostrazione del degrado. Mancava, e adesso c’è: erba alta (erbaccia), cespugli, dequalificazione evidente per abbandono. Lo ha segnalato la lettrice della nostra testata online Elisabetta, dando seguito alla apprezzabile e gradita partecipazione popolare alla denuncia pubblica della cattiva amministrazione. E’ lo spazio verde alle spalle dell’obelisco, come si rileva dalle fotografie scattate dalla nostra lettrice a corredo della nota che segue: “ A Dardo, che si occupa spesso dei problemi del verde della città di Campobasso, sottopongo le foto che ho scattato nella villetta posta tra l’Asrem e il monumento ai caduti. E’ possibile che in pieno centro ci sia un degrado di tale portata? Erbacce e vere e proprie fratte che superano e coprono le panchine. Panchine? Di quelle che restano. Sono quasi tutte rotte. Non ritiene che si tratti di un pessimo biglietto da visita per la città? E perché tanta insensibilità da parte del Sindaco, della Giunta e dell’intero Consiglio comunale? Che caduta in basso! Elisabetta”.

Ritengo, eccome, gentile Elisabetta, ma ormai non c’è più limite al peggio, soprattutto in materia di arredo urbano che per destinazione fa capo al vice sindaco Bibiana Chierchia che per essere eletta aveva promesso di fare di Campobasso una città europea. L’è andata male, vocandola a città di terzo mondo. Il verde pubblico non ha più niente di verde. Prima o poi anche le erbacce e i cespugli che lei ha fotografato scompariranno; saranno rimpiazzati da pietrisco e cortecce di pino, che sono l’antidoto del verde, come è capitato alle splendida aiuola spartitraffico che annoverava un roseto spontaneo di rara bellezza all’incrocio di Via Monsignor Bologna, come è capitato alle aiuole di Viale Manzoni ulteriormente deturpate  da cartelli pubblicitari, come sta capitando alle aiuole di Piazza Savoia (fintanto si chiamerà tale, in attesa di chiamarsi Piazza Falcone). Una mano e una mente sacrileghe imperversano indisturbate, libere probabilmente di oltrepassare gli obblighi di una progettazione complessiva, di una approvazione e di un appalto. Pietrisco e corteccia di pino per dire addio al verde, al buonsenso, e alla dignità di città.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Michelangelo Bertazzoni

    E’ tutto sballato in questa città, e quello che è più grave sono la supponenza di chi ci governa e l’indifferenza dei cittadini. A Termoli ci si coalizza anche per l’aria che si respira, a Campobasso si dorme placidamente. Mi auguro vivamente che le tolgano lo scettro di capoluogo di regione, perché ormai non lo merita più.

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