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A Campobasso: le mamme del Cep contro l’amministrazione comunale. “Hanno chiuso anche l’unico parco giochi”

A Roma singoli cittadini, comitati di quartiere, comitati spontanei, associazioni varie sono impegnati a tracciare cerchi gialli intorno alle buche stradali per segna ralli soprattutto ai ciclisti e ai motociclisti ma anche all’amministrazione comunale perché provveda a turarle. L’iniziativa sta avendo successo e ha riaperto, seppure in forma indiretta, un dialogo tra i cittadini e questi con l’amministrazione comunale che sulle buche, a Roma, sta pagando un pesante pedaggio in popolarità e credibilità. Nascesse anche a Campobasso una iniziativa simile  avremmo molto da scrivere e da addebitare all’amministrazione di Palazzo San Giorgio oltre i dati che  ci fornisce la nostra specola personale. In attesa che nasca un movimento spontaneo contro l’ignavia generale e quella specifica comunale,  accogliamo con soddisfazione la segnalazione che ci viene da un gruppo di mamme preoccupate dall’assenza nel capoluogo regionale di una politica che tenga conto dei diritti della prima infanzia e tra i diritti primeggia certo quello di poter avere un parco giochi, uno spazio protetto e sicuro dove liberare le energie dei bambini e la tranquillità delle mamme. Eccola nella sua stringatezza e incisività:

“Caro Dardo

L’unico Parco Giochi per bambini a Campobasso, chiude in piena estate. Questioni finanziarie tra il gestore e il Comune. A parte, che la struttura è stata lasciata al chi vive da mesi. Ma una domanda sorge spontanea: Possibile che in città non sia presente una politica programmatica per i bambini? Possibile che si continui a viaggiare alla giornata? Possibile, che all’abbandono della villa comunale De Capoa faccia riscontro, oggi, anche questa chiusura? Quel lucchetto apposto al cancello del Parco giochi fa male. Anche in una città rassegnata, stanca.

Le mamme”

La segnalazione prende avvio dalla apposizione di un lucchetto al cancello d’ingresso del parco giochi nei pressi del Cep. Da alcuni giorni, e per tutta l’estate, ai giovanissimi frequentatori di quello spazio è preclusa ogni possibilità di accesso e, in alternativa, non viene data che la possibilità starsene a casa o di frequentare spazi  pubblici (?) privi di attrezzature e di sicurezza. Già di per sé la decisione esprime la pochezza intellettuale di chi ha adottato il provvedimento, associato alla pochezza organizzativa del Comune, degli amministratori, della dirigenza che a loro volta si caricano oltre che di una responsabilità morale anche di una responsabilità amministrativa resa tale dall’assenza di una programmazione del territorio che accolga e rispetti i diritti del cittadino: dalla nascita alla fine della vita. La Campobasso odierna è la versione peggiore che sia mai stata vissuta in cui primeggiano l’abbandono del territorio, l’improvvisazione nella cura del bene collettivo, la dequalificazione dell’ambiente, la provvisorietà dei servizi e la cecità nella programmazione. Giorni addietro abbiamo segnalato lo stato di precarietà in cui regge la settecentesca Villa comunale De Capoa, un capolavoro dell’arte italiana nella realizzazione dei giardini (si parla appunto di giardini all’italiana per distinguerli, per dire, dai giardini all’inglese), una realtà ricca di storia, di tradizioni, di una specialissima dotazione arborea e di una estetica ripagante. Nonostante si vada riducendo sempre in peggio e lo spazio riservato ai giochi si sia ridotto a pochissima cosa, la segnaliamo alle  mamme che ci hanno scritto, perché vadano, anche se con qualche evidente difficoltà tenuto conto della distanza, a viverla e a farla vivere ai loro bambini.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Ma chiudete l’intera città e gettate la chiave! Ormai non se ne può più della politica del non fare e dell’abbandono!!!

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