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I 90 milioni di debito della Regione con Trenitalia verranno aggiunti o sottratti al Fondo europeo per lo sviluppo e la coesione?

 

Al comma 4 dell’articolo 11 della legge 225 del 1 dicembre 2016,  è scritto che per coprire il debito dell’importo di 90 milioni della Regione nei confronti di Trenitalia “si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020. Le predette risorse sono rese disponibili previa rimodulazione, ove necessario e tenendo conto della localizzazione territoriale delle misure di cui ai commi 1 e 3, degli interventi già programmati a valere sulle risorse stesse.” A parere del consigliere e già assessore regionale alle Politiche del Lavoro Michele Petraroia la formula sarebbe sibillina. Cioè non chiarirebbe in maniera inequivocabile se quei 90 milioni sono una risorsa aggiuntiva ai 378 del Fondo europeo per lo sviluppo e la coesione oppure da quei 378 milioni sono da sottrarre. La differenza certo non è da poco. Lo sviluppo e la coesione certo non si raggiungono assottigliando le risorse appositamente destinate allo scopo di far crescere l’economia e rendere omogeneo il territorio. L’equivoco non è stato finora risolto, nonostante il consigliere già assessore regionale lo abbia sollevato in aula consiliare, prima che l’assemblea assumesse al riguardo una deliberazione ancora più contorta e impenetrabile. Motivo per cui, con un comunicato alla stampa,  ha reso nota la faccenda  all’opinione pubblica molisana e al consiglio regionale la richiesta di “un’immediata riflessione ad ogni livello, con l’urgente attivazione di una nuova procedura amministrativa ed istituzionale in linea con le vigenti disposizioni statutarie e normative”. Rilievo e richiesta sacrosanti, ma si dà il caso ormai largamente consolidato che alle iniziative istituzionali e regolamentari sollevate da Petraroia, vengano opposti sistematicamente il silenzio e la noncuranza. Il rapporto tra la Regione e Trenitalia meriterebbe un trattato a parte, da cui rilevare le ragioni e le cause di un servizio ferroviario scadente e di un collegamento con Roma e Napoli da terzo mondo. La tacitazione del debito, ancorché da chiarire se a carico o meno del Fondo europeo per lo sviluppo e la coesione, non è un motivo sufficiente per credere ed  avere in futuro un servizio e collegamenti diversi e migliori. Se non vuole rispondere a Petraroia è il caso che si risponda ai molisani. Ma la correttezza e la trasparenza sono purtroppo estranee al governo regionale.

 

Dardo

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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