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Campobasso, troppo il degrado

Egregio direttore,

 

Ho letto con interesse l’articolo di Massimo Della Torre circa il degrado e gli atti di vandalismo che stanno infestando il capoluogo da tanto, troppo tempo, nel sonnecchiamento generale. Io non sono coetanea dei cittadini dai capelli imbiancati descritti da Massimo, tuttavia le posso dire che sono letteralmente disgustata mentre passo in alcuni punti della città, molti dei quali in pieno centro, e naturalmente quando ho fatto capolino presso la via Matris dopo averla visitata circa un anno fa, quando mostrava un volto “normale”, ossia decoroso. Le posso anche dire, alla pari dei cittadini canuti, che non bisogna andare tanto indietro nel tempo: basta fermarsi alla fine degli anni ’90 per ripensare a Campobasso come ad una città decorosa e vivibile. Poi, il silenzio: in primis delle istituzioni, in secondo luogo dei cittadini. La città ha cominciato ad essere presa di mira da sbandati di ogni genere, da tentativi patetici di avere i riflettori puntati a seguito dei loro imbrattamenti selvaggi, della devastazione di pensiline per gli autobus piuttosto che di panchine nei parchi, dell’utilizzo di alcune zone cittadine alla stregua di discariche dopo i bagordi presso i bar. In tutto questo tempo di violenza perpetrata nei confronti del capoluogo mi sono convinta di una cosa, ed invito chiunque a smentirmi con dati alla mano: il degrado di una città è direttamente proporzionale all’indifferenza dei cittadini. Cittadini che non vogliono o non riescono a sentirsi parte di un Tutto da difendere, che hanno perso il senso del Bello, che si stanno pericolosamente abituando al Brutto e al Degradato. Se poi vogliamo soffermarci sulla classe politica, trovo sconcertante il silenzio dinanzi a questi episodi -che gravi non sono affatto!- come anche l’indietreggiamento dinanzi alle promesse di installazione delle telecamere di sorveglianza, di cui si parla da almeno un anno e mezzo. Non si dimentichino, inoltre, i nostri governanti ma anche chi attualmente si trova all’opposizione -che è chiamato a pronunciarsi su questi temi in fase di consiglio- che le sanzioni sono anche prerogativa delle amministrazioni locali, le quali non avranno il potere di quelle nazionali, ma del potere ne hanno. Se il teppista sapesse che ai suoi gesti sconsiderati seguisse una sanzione, senza se e senza ma, ci penserebbe due volte prima di agire. E’ anche l’impunità a spingere gli infami ad agire in quel modo.

Un giorno vidi la mamma di un bimbo che, a fronte di un suo “mini atto vandalico” (aveva gettato dei fogli di carta nella fontana di Villetta Flora), gli disse, quasi scusandosi, che non si faceva, e lo fece solo perché io la stavo guardando: non fu né severa, né decisa, né tantomeno spiegò al figlio PERCHE’ non si faceva. Siamo tanto disabituati alla violazione delle regole che ci stupiamo di un’affermazione del genere, eppure, pensandoci bene, ci si rende conto che questo permissivismo nelle piccole cose è l’anticamera di gesti ben più offensivi nei confronti del Bene Comune.

La mia fatica nel convincere chi conosco e chi no di tali concetti e portarli ad agire con iniziative volte al ripristino del decoro sintetizza l’essenza di quanto ho appena detto, quindi, me lo lasci dire, teniamoci questa città votata al brutto.

 

Grazie per la cortese attenzione

“Lettera firmata”

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Magdalena Palladino

    La disamina è perfetta, e direi che c’è molto poco da aggiungere, se non che il cittadino deve smetterla di piangersi addosso, di pensare solo ai suoi affari personali, avere uno scatto d’orgoglio ed impegnarsi concretamente per restituire alla città il volto che merita. Se le istituzioni notano questa caparbietà nei cittadini, per non sfigurare saranno portate anch’esse ad intervenire. L’unione fa la forza, e la determinazione ha sempre portato a raggiungere i risultati, non perdiamo mai di vista questi assunti.

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