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Acqua pubblica, ma la si vuole salvaguardare?

C’è troppa contiguità politica tra il governo regionale e il sistema delle autonomie locali, per cui molto spesso accade che si abbia l’impressione che sia sotto dettatura, comunque  condizionato nei giudizi e nelle scelte dalle decisioni che scaturiscono dalle disposizioni amministrative e legislative della Regione. Dello stesso avviso sembra essere il consigliere regionale di Sinistra Italiana (ex Pd), Michele Petraroia se, ai componenti della Conferenza regionale delle Autonomie locali, ha ritenuto necessario sottolineare il pericolo che approvando, così e semplicemente, la proposta di legge regionale “Disposizioni in materia di risorse idriche del Molise”, si vada a rafforzare il contenuto privatistico di quel provvedimento, portando le risorse idriche molisane  nella disponibilità del capitale privato, togliendo proprio alle autonomie locali uno dei presidi più importanti che le appartiene: la gestione delle reti idriche. Alla Conferenza è stato infatti chiesto di  esprimere un parere sulla proposta di legge,  “come emendata in sede di Prima e Terza Commissione consiliare permanente del consiglio regionale riunite in forma congiunta il 10 febbraio 2017”. Sul punto, Petraroia ha ritenuto di dover richiamare l’attenzione anche sulla  documentazione che correda la proposta di legge, in particolare sullo Statuto dell’Azienda Speciale “Acqua Bene Comune Napoli – ABC” che attesta la percorribilità giuridica, tecnica, amministrativa e finanziaria di una gestione interamente pubblica del servizio idrico integrato, evitando rischiosissimi percorsi di privatizzazione gestionale che determinerebbero vantaggi speculativi per gli operatori economici del settore e incrementi esponenziali delle tariffe a danno delle famiglie e dei consumatori. Come dire: attenzione ad appiattirsi sul testo della proposta di legge elaborata dalla giunta di Palazzo Vitale, evitando esami comparativi e approfondimenti  giuridici e amministrativi che offrono versioni legislative a tutela e a salvaguardia dell’acqua pubblica bene inalienabile. Il messaggio ha riguardato il presidente della Provincia di Campobasso Antonio Battista, il presidente della Provincia d’Isernia Lorenzo Coia, il sindaco d’Isernia Giacomo D’Apollonio, il consigliere comunale delegato dal sindaco di Carovilli Nadia Falasca, il sindaco di Casalciprano Eliseo Castelli, il sindaco di San Polo Matese Armandino D’Egidio, il presidente dell’Anci Pompilio Sciulli, il presidente dell’Uncem regionale Giovanni Fratangelo, il dirigente regionale responsabile del Servizio controllo enti locali Anna Franco.  Nel corso dell’audizioni delle associazioni rappresentative dei Comuni e delle autonomie locali del Molise del 6 febbraio 2017, solo l’Associazione nazionale dei piccoli comuni italiani (Anpci) ha protocollato un contributo operativo sull’articolato della proposta di legge regionale, ribadendo così la determinazione con cui si sta battendo in tutte le sedi istituzionali in difesa dell’acqua in mano pubblica, e di tutte le forme costituzionali di autonomia. Affinché non sia la sola rappresentanza territoriale ad avere chiara la propria missione, il consigliere Petraroia, che della Terza commissione regionale fa parte, ha invitato la Conferenza regionale delle autonomie locali a soffermarsi sull’articolato della proposta di legge regionale e sullo Statuto dell’Azienda Speciale “Acqua Bene Comune Napoli – ABC”   che al sistema delle autonomie e delle amministrazioni provinciali e comunali del Molise, su una tematica di estrema delicatezza e di straordinario rilievo sociale, può costituire un ulteriore elemento di valutazione.

 

Dardo

 

 

 

 

Di Dardo

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