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50 pagine di suggerimenti e proposte da parte dell’Associazione dei molisani a Roma

Si sono aperte all’improvviso le paratie della responsabilità, dell’appartenenza, del voler essere  utili al futuro del Molise nel momento storico/politico  più inquietante della sua storia di Regione. Non c’è ormai associazione, ente, aggregazione culturale e/o gruppo economico che non voglia essere generoso di consigli e di suggerimenti alle forze politiche e ai candidati che il 22 aprile si presenteranno al giudizio degli elettori. Peccato che questa lodevole e apprezzabile “vocazione” sia fortemente condizionata dalla ristrettezza del tempo concesso ai destinatari di prendere nota, di interagire, di assorbire, di eventualmente raccogliere e inserire nel proprio programma (ammesso che ce l’abbia) qualche punto qualificante tra quelli (e sono tanti, quanti ne necessita lo stato di defaillance dell’economia e della produttività) dispensati. C’è chi il suo contributo lo ha improvvisato sull’onda di una emotività politica, ma c’è anche chi, invece, il suo contributo lo ha elaborato con estrema attenzione, con il conforto di sondaggi, analisi e confronti poi raccolti e racchiusi in una articolata proposta dal contenuto trasparente e, soprattutto, col crisma della fattibilità nei settori e nei campi più modellabili sulla innovazione, sulla ricerca, sulla programmazione. In questo ambito primeggia (e non da ora) l’Associazione dei molisani a Roma (Forche Caudine), autrice di un documento analitico/programmatico di assoluto interesse e di notevoli contenuti perché possa essere preso in considerazione con la certezza che non corrisponda ad alcun interesse politico bensì all’interesse della collettività molisana (sia romana che stanziale). Questo aspetto va evidenziato, come tengono ad evidenziarlo i maggiori responsabili dell’Associazione. Il loro contributo programmatico è stato redatto avendo cura di cogliere gli aspetti meglio trattabili e più degli altri significativi della possibilità di creare vantaggio al Molise. Cinquanta pagine dense di valutazioni e di proposte.  La prima parte del documento si sofferma sui settori che stanno più a cuore ai molisani capitolini: il turismo, i rapporti tra il Molise e Roma, la formazione (capace di ampliare le competenze anche della classe politica locale) e il lavoro, naturalmente la viabilità e il real estate. Ogni argomento è sorretto da un’approfondita disanima dello status regionale, arricchita dei numeri più recenti, e di come operare. La seconda sezione del lavoro, denominata “Documenti utili”, riporta indicazioni sul brand molisano frutto delle consultazioni on-line operate negli ultimi anni tra gli associati. Emergono indicazioni soprattutto per la valorizzazione della regione, ad esempio nella scelta dei “simboli” ritenuti più idonei per rafforzare in modo univoco l’identità territoriale (la cultura sannita s’impone sul tratturo e sul tartufo, che invece vince tra le eccellenze enogastronomiche), nel folklore il campione sceglie i Misteri di Campobasso rispetto alla ‘Ndocciata di Agnone e ad altre numerose indicazioni; Sepino viene scelto come simbolo di testimonianza storica e infine il Monforte di Campobasso è preferito tra i castelli. Una buona parte della proposta dei molisani a Roma è dedicata al disegno del profilo umano e politico dei candidati, invitati ad essere trasparenti, avvicinabili, interloquibili. A pare di Forche Caudine il curriculum vitae del candidato andrebbe divulgato on-line, completo di indicazioni sull’iter formativo (studi, diplomi, lauree, ecc.), sulle attività lavorative/professionali pregresse e attuali, con l’indicazione degli eventuali datori di lavoro (specificando, nel caso, se il datore di lavoro ha rapporti con l’amministrazione pubblica). Tale curriculum vitae andrebbe integrato con il curriculum politico e istituzionale, con resoconto dell’eventuale attività politica svolta in precedenza, anche in partiti e movimenti diversi da quello in cui il candidato si presenta e le eventuali cariche rivestite in altri enti, sia a titolo oneroso sia a titolo gratuito. Andrebbero incluse anche le cariche o le semplici partecipazioni avute o ancora esistenti in società, enti o fondazioni, anche istituzionali. Indicative anche le partecipazioni azionarie e incarichi in società attuali e degli ultimi tre anni, specificando se  le società abbiano avuto e/o abbiano rapporti con la pubblica amministrazione. Completa il quadro lo status giudiziario: eventuali avvisi di garanzia, carichi pendenti, condanne. Inoltre, qualsiasi candidato dovrebbe rendere pubblico il proprio programma elettorale, che può essere anche quello della sua lista o del candidato presidente. Importante anche un elenco delle priorità che il candidato intende mettere al centro della sua attività politica. Ogni candidato dovrebbe rendere chiari i propri contatti, costituiti sia da riferimenti telefonici o e-mail a cui i cittadini possono inviare proposte, istanze, domande, esigenze di chiarimento, inviti, ecc. E per concludere, l’Associazione dei molisani a Roma ritiene importante indicare le modalità di finanziamento della campagna elettorale  e i contributi ricevuti  da singoli  cittadini, aziende e  soggetti titolari di attività economiche, fondazioni, lista e partito. Nulla da aggiungere, tranne che questo processo di trasparenza crediamo sia l’ultimo pensiero dei candidati presidenti e dei candidati consiglieri. La storia è maestra in proposito.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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