Home / Politica / Il 5 aprile presso la Camera di Commercio del Molise sarà la voce delle imprese a farsi sentire dai candidati presidenti della Regione Molise

Il 5 aprile presso la Camera di Commercio del Molise sarà la voce delle imprese a farsi sentire dai candidati presidenti della Regione Molise

Continua il “soccorso programmatico” agli asfittici rassemblement politici che il 22 aprile  andranno al giudizio degli elettori in un clima di palpabile sfiducia e di aperto scetticismo determinati dallo spettacolo poco edificante di  coloro che da destra sono passati a sinistra, ed ora da sinistra sono tornati a destra. La “migrazione” conferma la fine di ogni appartenenza ideale ed ideologica di natura politica, asservita all’interesse personale, alla ricerca strumentale del consenso finalizzato all’esercizio del potere per il potere. In una realtà così moralmente compromessa, all’elettore non rimane altro che l’uso del voto come strumento di valutazione degli uomini, di scelta di campo,  e di cambiamento dell’esistente, sempre che il voto possa essere libero e non viziato da condizionamenti di natura clientelare, economica e/o parentelare. In questo caso salta completamente l’ipotesi che il voto possa essere uno strumento di democrazia e di libertà. L’assenza perniciosa di idee e programmi da parte dei candidati alla presidenza della Regione Molise giustifica pertanto,  oltre ogni misura, l’intervento delle Associazioni e delle Organizzazioni di categoria a colmare la penuria di proposte e di programmi da parte dei partiti, delle coalizioni, e delle improvvisate liste civiche, cosiddette di sostegno.  Il contesto politico, ripetiamo, è caotico sia per le migrazioni di cui abbiano fatto cenno, che per il ritorno in auge di personaggi dati per definitivamente estranei alle vicende politiche, sia  per la presenza, mai così apertamente e scopertamente insidiosa per il sistema, della pattuglia del candidato presidente e dei candidati consiglieri del Movimento 5 Stelle che, a differenza  delle altre formazioni in lizza, può vantare il sostegno di due onorevoli ( Federico e Testamento) e di due senatori (Di Marzio e Ortis): dotazione politica elargita dalle urne delle elezioni nazionali del 4 marzo 2018.  Ebbene, in questo contesto tutto da decifrare, in attesa del responso del 22 aprile, chiara e coerente si va dimostrando l’iniziativa politica, amministrativa, sociale e culturale delle organizzazioni datoriali  molisane che hanno titolo e motivazioni a intervenire laddove il vuoto programmatico e l’assenza di prospettive sono palesemente evidenti da parte dei canditati presidenti e delle coalizioni che li sostengono. Da Roma è già intervenuta l’Associazione “Forche Caudine”, in nome e per conto dei molisani che risiedono nella capitale e mantengono rapporti con la terrà d’origine. Un documento, il loro, di oltre 50 pagine denso di valutazioni, di analisi economiche, di raffronti e di suggerimenti per aumentare l’appeal del Molise e ipotizzare un futuro possibile e razionale costruito sulle migliori vocazioni e dotazioni territoriali, turistiche e culturali. A Campobasso, il 5 aprile alle ore 15 presso la sede della Camera di Commercio del Molise, in piazza della Vittoria 1, sarà la voce delle imprese a farsi sentire dai candidati presidenti della Regione Molise, nel corso dell’incontro pubblico appositamente organizzato per espressa volontà del consiglio d’amministrazione della Camera di Commercio con l’obiettivo circoscritto e determinato di sottoporre a tutti i candidati alla presidenza della Regione Molise le esigenze fondamentali dell’intero tessuto imprenditoriale locale relative, tra l’altro, alle tematiche delle infrastrutture, del turismo, delle politiche economiche e fiscali. La partecipazione è aperta oltre che a tutte le Associazioni datoriali e dei consumatori – che potranno intervenire con proprie riflessioni settoriali –  a tutte le imprese. Che questo accada però a due settimane dal voto, al di là della opportunità e necessità dell’iniziativa, si porta dietro il limite rappresentato dalla scarsa possibilità per i destinatari di farne tesoro e di trasferire nelle loro linee programmatiche (se le hanno!) i punti di maggiore impatto. Diciamo quindi (ed è già di per sé un atto di responsabilità) che l’esposizione delle reali esigenze del mondo produttivo e associativo e le loro riflessioni, più che per l’immediato, potranno valere per “gettare le basi per un confronto stabile, affinché gli interventi della futura politica regionale, di carattere normativo e programmatico, tengano conto delle reali e concrete esigenze raccolte dal basso tra le imprese”. In genere, però, stando alla saggezza della cultura popolare, “Passata la festa, gabbato lo santo”.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Ma Renzi non ha fatto già danni enormi al Pd?

di Vincenzo Cordisco Cari dirigenti, segretari ed ex segretari del pd, o forse meglio dire …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*