Home / Politica / 48 unità lavorative per avviare i Fondi europei relativi alla sviluppo regionale e alle politiche sociali

48 unità lavorative per avviare i Fondi europei relativi alla sviluppo regionale e alle politiche sociali

 

di Dardo. Una quantità industriale di personale. L’ha chiesta il direttore del Secondo dipartimento regionale, Alberto Manfredi Selvaggi, da assegnare ai Servizi che si occupano di programmazione comunitaria. Eccoli elencati:  il Servizio di coordinamento della programmazione comunitaria del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse); il Servizio di supporto all’Autorità di gestione del Programma operativo regionale (Por) in materia di aiuti; il Servizio di supporto all’Autorità di gestione del Programma operativo regionale per le procedure di appalto ed altri macroprocessi diversi dagli aiuti; il Servizio di rendicontazione, controllo e vigilanza. Una chiamata a raccolta per dare finalmente, quasi a metà del settennato europeo 2014/2020, avvio agli investimenti che dovrebbero aiutare il Molise a sviluppare la propria economia. Ci sono voluti, quindi, tre anni per allestire i Servizi e per tentare di metterci dentro le figure professionali adatte al lavoro da svolgere. A questo fine, nei giorni scorsi,  è stato approvato l’avviso interno all’Ente, destinato al personale di ruolo dell’amministrazione regionale, al personale dipendente delle soppresse comunità montane e al personale degli enti che formano il cosiddetto “Sistema Regione Molise” (costituito dall’Amministrazione regionale, dagli enti ed aziende, anche autonome, istituiti dalla Regione, dagli enti del servizio sanitario regionale e dalle società regionali), che intenda prestarsi alla nuova esperienza. In tutto 48 unità lavorative così distinte:  22 dipendenti di categoria “D”, profilo professionale “amministrativo contabile”; 22 dipendenti di categoria “C”, profilo professionale “amministrativo contabile” e 4 dipendenti di categoria “B”, profilo professionale “amministrativo informatico e tecnico manutentivo”. Una vera e propria migrazione, ma viene da chiedere: se lasciano il posto dove sono, per andare dove l’avviso li destina, il vuoto lasciato come viene colmato? Quasi sempre con il ricorso ai contratti esterni di collaborazione coordinata e continuativa. Un modo strumentale per fare un po’ di “legittimo” clientelismo. Un giochetto ampiamente sperimentato ed elettoralmente fruttuoso. Oppure, i “migranti” possono essere elementi che avendo poco da fare dove sono, si prestano al piacere del lavoro e di rendersi utili.  Piccola parentesi: qualora non pervenissero candidature volontarie, il direttore del Secondo dipartimento, ovvero Alberto Manfredi Selvaggi, d’accordo con i colleghi dei dipartimenti in cui siano presenti “amministrativi contabili” e “amministrativi informatici e tecnici manutentivi”, procederà d’ufficio a precettarli, in base all’Atto di organizzazione in vigore, relativo alla mobilità interna. Una parodia della politica della carota e del bastone. Il rilievo da fare riguarda ancora una volta, purtroppo, la farraginosità delle procedure, dell’organizzazione  del lavoro e dell’avviamento delle politiche comunitarie, le uniche che possono contribuire a muovere l’economica, a creare sviluppo e, se capita, occupazione. Ma dei Fondi Fesr e Fse siamo appena alla fase iniziale, per renderli attivi. Il che non aiuta ad essere ottimisti.

 

 

 

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Toma: “Sostegno all’internazionalizzazione delle imprese”

Missione economica plurisettoriale in Albania, a Tirana, dal 9 luglio all’11 luglio 2018, guidata dal …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*