Home / Politica / Il 25 febbraio a Campobasso. In mille con Roberto Ruta

Il 25 febbraio a Campobasso. In mille con Roberto Ruta

Roberto Ruta vuole riprendersi ciò che ha dato a Paolo di Laura Frattura: la presidenza della giunta regionale.  Ciò che ha dato, con colpevole leggerezza, fidando nella bontà della scelta. Deluso dell’una cosa e dell’altra, vuole riprendersi ciò che ha dato a colui scelto per battere Michele Iorio e il Centrodestra; sostenuto a spada tratta in campagna elettorale; assecondato nella prima fase di governo; successivamente e progressivamente ritenuto inadeguato al ruolo e alla funzione, in combutta con l’altro personaggio destinatario di omaggi: Micaela Fanelli alla segreteria regionale del Pd. Entrambi, Frattura e Fanelli, rivelatisi al servizio di Matteo Renzi e contro gli interessi del Molise e dei molisani. La Fanelli ci ha guadagnato la candidatura al parlamento; Frattura vorrebbe tenersi la presidenza della giunta regionale. Contro questo progetto il già senatore Ruta, politico di estrazione democristiana che ha saputo condurre i resti del Pci/Pds/Ds/Pd nell’alveo del moderatismo e conquistare la maggioranza a Palazzo D’Aimmo con un programma rinnovatore e innovatore ma sbagliando malamente l’interprete, il 25 febbraio tornerà a farsi sentire, a salire alla ribalta con una iniziativa destinata a fare rumore e a creare scompiglio nelle falangi fratturiate e interesse nella platea sconcertata di coloro che sono stanchi e nauseati della pochezza morale e della incompetenza di chi in questi ultimi anni ha governato e di chi vorrebbe di nuovo apprestarsi a governare. Ruta torna alla ribalta (da cui peraltro non è mai sceso essendo stato parlamentare e protagonista della vita politica nazionale e regionale) in grande stile, attorniato da mille – dicasi mille – supporter qualitativamente tarati sul meglio che la società molisana progressista defraudata da Frattura nel corso dei cinque anni di governo regionale all’insegna di un insensato liberismo. In mille, a simboleggiare  l’unanime desiderio di un cambiamento vero, concreto, trasparente, coerente e vincente. In mille, per dire senza filtri opportunistici e/o strumentali che la campagna elettorale in corso potrebbe invogliare e giustificare,  che l’esperienza del falso centrosinistra interpretato e realizzato da Frattura, complice la segreteria regionale del Pd, è stata deleteria per il Molise e pertanto è dovere morale, ancorché politico, soprattutto all’interno del Pd, andare alla ricerca di una alternativa che riporti i valori del moderatismo progressista a congiungersi e a coniugarsi con i valori della sinistra: giustizia sociale, sicurezza, lavoro. L’operazione non si presenta facile, dovendo smantellare un sistema clientelare volgarmente e ostentatamente messo in piedi  con l’obiettivo di formare un serie di piccoli e grandi potentati politici ed economici che nel Molise (la storia lo insegna) sono i veri e gli unici gestori del consenso elettorale. Non sarà facile pertanto smantellare in poco tempo la rete di favoritismi, di particolarismi e la premialità allestita da Frattura, che hanno generato squilibrio sociale, parzialità, impoverimento dei più a fronte dell’arricchimento di pochi. Il già senatore avrà una sola arma per tentare di riuscire nell’intento di restituire al Centro e alla Sinistra moderati una nuova funzione e una nuova missione  nel corso di questa  transizione storica segnata dalla crisi globale, in cui occorrono idee chiare, programmi certi, e ferrea volontà di realizzarli. Solo  la chiarezza della parola, dunque, il racconto degli eventi, la loro analisi, anche i retroscena (se necessari) potranno servirgli per riacquistare a sua volta il carisma, l’autorevolezza e la credibilità che, con alterna fortuna, lo hanno accompagnato nella sua personale vicenda politica. Dovrà forse anche cospargersi il capo di cenere per l’errore di aver scelto e creduto in Frattura, ignorando la sua lontananza ideologica da ciò che aveva origini e valori di sinistra; la sua ambizione; il suo  algido pragmatismo, patrimonio di ciascun imprenditore che incontra il potere politico e si carica della gestione del bene comune. Ruta deve ammettere di aver sbagliato, non tanto per ritrovare in se stesso l’acume politico di cui più volte ha dato prova, quanto per sentirsi in obbligo di riparare al danno procurato alla collettività molisana dandogli un governo regionale asservito ai poteri forti locali dell’industria (significativo il silenzio/assenso dell’Associazione degli industriali al massacro delle aziende pubbliche e dell’economia molisana in attesa di banchettare coi milioni di euro del Patto per lo sviluppo del Molise) e della sanità.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

A due mesi  dal risultato elettorale è più che legittimo attendere un segnale concreto di cambiamento a Palazzo Vitale passando delle parole ai fatti

In missione a Roma e a Bruxelles per conoscere e farsi conoscere, ma soprattutto per …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*