Home / Politica / 22mila tonnellate di rifiuti da trattare a Sassinoro e decine di pale eoliche a Morcone a confine del Molise. La Regione Molise non ha mosso foglia

22mila tonnellate di rifiuti da trattare a Sassinoro e decine di pale eoliche a Morcone a confine del Molise. La Regione Molise non ha mosso foglia

Un combinato disposto che fa ben sperare. Lo vanno formando con sempre maggiore regolarità  i Tribunali amministrativi regionali (Tar) e i comitati popolari che si oppongono a tutte le forme di aggressione del territorio e d’inquinamento dell’ambiente da parte della cosiddetta industria del vento (pale eoliche), dello sversamento e dello stoccaggio di rifiuti. L’una cosa e l’altra, in termini allarmanti, si va configurando (anzi in parte s’è già configurata con lo scasso del suolo dove impiantare le pale eoliche sui crinali del Matese a ridosso dell’area archeologica di Sepino) tra Morcone e Sassinorio, a confine col Molise. Ma in quel territorio le popolazioni sono reattive, fanno valere i loro diritti e non hanno timore a protestare: in maniera civile, ma determinata, ragionata (difendono l’agricoltura montana e la pastorizia), avvalendosi anche del sostegno di quella parte politica che nelle istituzioni locali ancora non ha ceduto completamente agli interessi economici che si nascondo, non sempre puliti, dietro le richieste di nuovi parchi eolici senza alcun riguardo per i valori paesaggistici (valori inseriti nella Costituzione) ed ambientali, come nel caso delle decine di torri eoliche sovrastanti l’area archeologica di Sepino e la Valle del Tammaro. A questo impatto deleterio, come diciamo,  è stato aggiunto anche il progetto di realizzare in agro di Sassinoro un sito attrezzato per accogliere migliaia di eco balle, che in Campania costituiscono un vettore corruttivo (è di queste settimane l’inchiesta giornalistica di Fanpage e le conseguenti dimissioni da assessore al bilancio del comune di Salerno di Roberto De Luca figlio del governatore della Campania Vincenzo De Luca). Di fronte a questo chiaro rischio e pericolo di vedere il confine regionale manomesso e compromesso dai rifiuti imballati, dalle pale eoliche e dai sistemi corruttivi, la Regione Molise non ha mosso foglia. Non ha sollevato eccezioni, non ha esercitato il diritto di essere informata e di essere partecipe nella fase decisionale dei provvedimenti della Regione Campania. L’assenza conferma la grave distrazione di cui sono affetti gli amministratori regionali del Molise e la disponibilità a subire violazioni e sopraffazioni da entità istituzionali (Governo di Roma, per il Patto per lo sviluppo del Molise, e Regione Campania in questo caso) che hanno maggior peso e maggiore capacità d’imporre i propri presunti diritti. Una eccezione però la dobbiamo rilevare. Riguarda il consigliere regionale Michele Petraroia che nella battaglia delle popolazioni di Morcone e Sassinoro contro le pale eoliche e le eco balle è stato sempre presente e protagonista, con l’intento di salvaguardare il territorio (di confine) del Molise, l’area archeologica di Sepino, l’ambiente naturale della Vallata del Tammaro. Ancora lui, infatti, ha provveduto in queste settimane ad aggiornare la cronaca molisana degli sviluppi che riguardano questa sconveniente faccenda, dando notizia che il consigliere regionale della Campania Francesco Todisco, “ha recepito le sollecitazioni delle popolazioni sannite ed ha presentato un’interrogazione a risposta immediata all’assessore regionale all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, sulla realizzazione di un mega – impianto per il trattamento di 22 mila tonnellate di rifiuti annui di frazione umida, nel Comune di Sassinoro a pochi metri dal confine con il Molise”. Fatto ancora più rilevante, nella seduta del 20 febbraio 2018, il Tar della Campania ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalla ditta Eolica Pm s.r.l. sugli impianti impattanti e i cavidotti da installarsi al confine con il Molise nei territori dei Comuni di Morcone e Pontelandolfo. E’ indubbio che la mobilitazione delle popolazioni locali, sostenuta dalla rete di associazioni e di comitati di Campania e Molise, stia producendo segnali che vanno in direzione della tutela del territorio, ma forse tutto ciò non basta. E’ necessaria una diversa e marcata sensibilità istituzionale in difesa del Matese, della Valle del Tammaro, delle economie silvo – pastorali e dell’ambiente  per arginare le potentissime lobby dell’energia e dei rifiuti nel realizzare le proprie speculazioni affaristiche. Occorre una diversa amministrazione della Regione Molise.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Paradosso molisano: La Caserma col condominio

Disperatamente alla ricerca di una delibera di giunta regionale  che annunci il varo di un …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*