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Scuole, il consiglio comunale dica la sua con chiarezza

“Cosa aspetti il sindaco Battista a redigere un quadro preciso di ciò che è stato fatto, i costi affrontatati, e i risultatiti ottenuti, per darli all’opinione pubblica che protesta, non si riesce a capire.  Potrebbe essere una base per un confronto meno episodico e sconclusionato di quelli che sulla sicurezza  nelle scuole da mesi vengono portati avanti. Fintanto non si arriverà a disporre di un piano di edilizia scolastica definito, e definitivo, avremo sempre motivi per alimentare le incertezze, le paure, e le proteste. E l’amministrazione comunale incapace di dialogare sulla scorta di contenuti tecnici e finanziari inoppugnabili”. Questo appena trascritto tra virgolette è un capoverso di una nostra corrispondenza di pochi giorni fa redatta sull’abbrivio delle polemiche che tardano a contenersi e a placarsi sulla pericolosità sismica delle scuole a Campobasso, alcune, in particolare, “oggetto” di una vibrata protesta del comitato dei genitori, con un intermezzo di fischi all’indirizzo degli amministratori in pieno consiglio comunale. A distanza di qualche giorno annotiamo con soddisfazione che la nostra riflessione sia stata tradotta ad oggetto di una seduta monotematica dell’assemblea municipale di Palazzo san Giorgio, proprio con l’intento di mettere in chiaro lo stato di fatto, i documenti tecnici, le attestazioni, i lavori di miglioramento sismico realizzati, le condizioni oggettive delle singole strutture scolastiche e, soprattutto, le scelte programmatiche da attuare e le priorità da rispettare. Il presidente de l consiglio comunale, Michele Durante, in una sua nota stampa ha tenuto a mettere in evidenza che “L’amministrazione sente la necessità e il dovere di mettere in campo un’iniziativa di chiarimento, ma principalmente tutti i progetti utili a chiudere in modo definitivo questo problema dell’edilizia scolastica che tanto è costato anche in termini di confronto negli ultimi anni”.

Perché poi l’amministrazione sia arrivata a questa conclusione solo dopo aver subito anni e mesi di contestazione alimentati da una evidente carenza di comunicazione e d’interlocuzione con le rappresentanze scolastiche e dei genitori, rimane un mistero. Forse un difetto di umiltà da parte di chi amministra, la desuetudine al confronto con il corpo sociale cittadino, la riottosità ad aprire completamente le proprie intenzioni e ad illustrare concretamente le possibilità che si hanno per intervenire. Pare che  il momento sia propizio per superre gli handicap e avviare un processo chiarificatore, depurato delle incomprensione, dei risentimenti, degli strumentalismi. Sul rischio sismico la demagogia non ha titolo, a nessun livello e per nessuna ragione. E’ l’Italia ad essere in ritardo nella predisposizione di un piano nazionale  di messa in sicurezza dal rischio sismico, a non disporre di un fascicolo sulle condizioni statiche dei fabbricati e a non aver mai pensato a un sistema formativo e informativo sui rischi sismici e ambientali per creare una cultura in proposito e  un modo responsabile di reagire agli eventi.

Ciò non giustifica che a livello locale non si possa essere capaci di esprimere tutte le potenzialità tecniche e amministrative che si hanno, e utilizzare tutte le disponibilità finanziarie reperibili, per ridurre il rischio sismico in tutti gli edifici pubblici strategici, scuole in testa.  Se il consiglio monotematico di domani a Palazzo san Giorgio si fonda onestamente su questo obiettivo, sarà fatto un passo avanti e gli amministratori avranno dimostrato un grado in più di maturità. Soprattutto se il sindaco Battista sarà nella condizione, inconfutabile, di dimostrare di avere la certezza degli 11 milioni di euro recuperati dell’Accordo di programma quadro (si pensi un po’) sottoscritto dal sindaco Di Fabio circa 10 anni con la Regione, e sia già in grado di indicare anche la destinazione. Vale a dire, se già dispone di progetti, quantunque di massima, sia per il recupero delle strutture scolastiche effettivamente recuperabili, sia per strutture ex novo o poli scolastici. La popolazione scolastica è drasticamente diminuita; alcuni plessi scolastici sono superflui. Ciò potrebbe favorire un concentramento di forze e di soluzioni univocamente indirizzate alla sicurezza sismica e alla tranquillità dell’animo degli studenti e dei genitori.

 

 

 

 

 

Dardo

 

 

Di Dardo

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