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L’encefalogramma piatto della politica a Campobasso

di Giuseppe Saluppo

La politica comunale a Campobasso è ferma per la pausa agostana. Anche se, ad onor del vero, non ha brillato negli ultimi mesi. La città è ferma e non si intravedono iniziative strategiche per il suo rilancio economico e sociale. Così, diventa difficile pensare a un futuro per la città di Campobasso. Una città che stagna in economia e che non vede uno straccio di iniziativa politica. Subissata, invece, da una marea di convegni. Come se fossero la panacea dei mali che affliggono Campobasso. Che sta lentamente morendo in una sorta di cappa d’inedia. L’amministrazione ha consegnato il suo programma elettorale, poi l’ha chiuso nel cassetto e amen. Del contenuto, a tratti pretenzioso, nemmeno un accenno. Non un’opera, una strada, una piazza, una struttura pubblica da quando s’è insediata. Sta seguendo, ma con innumerevoli ritardi, il sottopasso di Via Mazzini (iniziato nel 1992) e il completamento della tangenziale Nord (iniziata qualche anno dopo) anche se di questa ultima opera si attende la corsa per la progettazione esecutiva. Di autonomo, sono almeno 20 anni che dal Comune di Campobasso non esce un progetto. Che uno. Senza parlare di iniziative tese a dare man forte al sistema economico locale stritolato dalla crisi e da scelte scellerate del passato. Speriamo che la pausa agostana porti consiglio, perché, al momento, l’encefalogramma comunale è piatto.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Arianna Di Biase

    Ormai non si sa più che cosa dire di questa città: si è detto tutto, ed in termini sempre negativi, perché, per quanto si sia buonisti e benpensanti, non si può non notare tutto il marcio, l’inconcludente ed il brutto che la sta caratterizzando. Capoluogo di regione? Ma dove?!

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